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Scuola

scuolaL’istruzione è un bene comune irrinunciabile al pari dell’aria e dell’acqua. La scuola deve mantenere il suo ruolo propulsore di crescita della democrazia. Il MoVimento si pone come obiettivo di passare da una “scuola dei tagli” ad una “scuola degli investimenti”, nella quale sia posto come elemento indispensabile la qualità dell’ambiente educativo: non solo cosa si insegna ma anche il come è determinante per una scuola che possa aiutare alla rinascita del Paese,;una scuola aperta tutto il giorno che presenti un’offerta ricca e completa, con attività sportive, artistiche e musicali che si avvalga dell’integrazione con associazioni sportive e culturali del territorio. L’amministrazione pubblica svolga il ruolo primario di coordinamento e sostegno affinché la scuola sia una comunità in cui docenti, studenti, famiglie e dirigenti cooperano per la crescita e il successo formativo.

Difficoltà di apprendimento

Assistiamo ad un aumento vertiginoso delle difficoltà di apprendimento (BES: bisogni educativi speciali, DSA: disturbi specifici di apprendimento) segnale che la scuola in generale non è più adatta alla società attuale. Nell’attesa che la scuola si riorganizzi e ripensi alla sua funzione, l’amministrazione pubblica deve prevenire il disagio dei ragazzi ,che loro malgrado, non riescono a seguire i programmi proposti, le loro necessità sono scaricate su insegnanti che già sono oberati da mille incombenze e senza indicazioni precise, con il risultato che il problema non viene praticamente affrontato.

Le nostre proposte:

  • I centri già in funzione sul territorio per ragazzi con DSA vanno sostenuti e valorizzati;
  • A tali centri devono poter accedere anche i BES (ovvero i ragazzi “difficili”, ma sprovvisti di segnalazione della USL) e i disabili certificati;
  • Il Comune finanzia ed organizza una task-force di educatori, specializzati, coordinati con i centri pomeridiani, che presenziano a scuola uno-due giorni alla settimana (così ogni educatore può coprire tre-quattro scuole). Durante la loro presenza a scuola gli educatori potranno:
    • svolgere funzioni di sportello (sia per gli studenti sia per gli insegnanti);
    • tenere lezioni periodiche per piccoli gruppi;
    • essere di supporto agli insegnanti nell’approntamento del materiale didattico, delle verifiche, nella gestione dei singoli casi;
    • tenere lezioni, all’occorrenza, alla classe intera in cui se ne riscontra la necessità;
    • essere il primo referente dei problemi dei ragazzi in difficoltà, comprendendo anche le questioni relative ai ragazzi diversamente abili;
    • organizzare un gruppo di lavoro che monitori l’andamento dell’attività di supporto ai ragazzi in difficoltà e proponga altre azioni.

Sostegno alla Scuola e al “Metodo Montessori”

Il Metodo Montessori è un approccio educativo sviluppato da Maria Montessori. Questo metodo è praticato in circa 20.000 scuole in tutto il mondo, al servizio dei bambini dalla nascita fino a diciotto anni. La pedagogia Montessoriana si basa sull’indipendenza, sulla libertà di scelta del proprio percorso educativo (entro limiti codificati) e sul rispetto per il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino. I punti caratterizzanti dell’approccio educativo, secondo quanto codificato dall’Associazione Montessori Internazionale e dalla Società Americana Montessori (AMS) sono:

  • Classi di età mista per fascia di età (0-3, 3-6, 6-12, 12-18), in modo da stimolare la socializzazione, la cooperazione, l’apprendimento tra pari;
  • Libera scelta del discente del proprio autonomo percorso educativo (quindi delle attività da svolgere e di quanto tempo dedicare loro,) all’interno di una gamma di opzioni predisposte dall’insegnante;
  • Blocchi orari di lavoro didattico lunghi e senza interruzioni (idealmente di tre ore);
  • Organizzazione delle attività educative predisposte, dei laboratori, degli ambienti e dei materiali didattici a disposizione, che favorisca l’apprendimento per scoperta e per “costruzione” delle conoscenze poste nella zona di sviluppo prossimale di ogni singolo discente (sulla base di un modello psicopedagogico costruttivista);
  • Il materiale didattico specializzato sviluppato e perfezionato da Maria Montessori e in seguito dai suoi collaboratori, che consente l’apprendimento per scoperta e l’utilizzo raffinato dei sensi, l’autocorrezione.

Il modello della Montessori ha due elementi fondamentali; in primo luogo, bambini e adulti si devono impegnare nella costruzione del proprio carattere attraverso l’interazione con i loro ambienti. In secondo luogo, i bambini, specialmente di età inferiore ai sei anni, subiscono un importante percorso di sviluppo mentale. Sulla base delle sue osservazioni, la Montessori credeva che concedere ai bambini la libertà di scegliere e di agire liberamente all’interno di un ambiente preparato secondo il suo modello avrebbe spontaneamente contribuito ad uno sviluppo ottimale.

Questo modello e metodo è all’avanguardia ed è fondamentale, oltre che per gli studenti “normodotati” anche per coloro che hanno delle difficoltà e dei deficit.

Alfabetizzazione

I continui flussi migratori, hanno portato al centro dei bisogni della scuola la necessità di risorse adeguate per l’alfabetizzazione di tutti gli studenti. Causa problemi di integrazione e comunicazione con le famiglie straniere, non si riesce a porre in modo condiviso il bisogno primario dell’apprendimento dell’italiano, con conseguente disinteresse del sapere trasmesso dalla scuola ed in futuro delle norme, usi e tradizioni del nostro paese.

Se uno straniero non conosce l’italiano come può essere un cittadino della democrazia partecipata? Lui perde una possibilità ma anche noi ci priviamo di una risorsa.

Le nostre proposte:

  • Più risorse per l’alfabetizzazione;
  • Progetto unitario per tutto il territorio (il Comune sceglie gli educatori che paga, le modalità del servizio, le modalità di verifica dei risultati);
  • Gli stranieri da inviare ai corsi devono essere scelti dagli insegnanti delle scuole dell’obbligo, se la famiglia non consente la frequenza perde il diritto ad aiuti pubblici;
  • L’orario dei corsi e le modalità di trasporto devono essere pensati per consentire la massima frequenza ai ragazzi designati;
  • Gli insegnanti delle scuole dell’obbligo possono designare la frequenza anche per italiani che ne hanno necessità.

Classe 2.0

La scuola deve essere un passo avanti rispetto la società per svolgere il suo ruolo di ricerca ed innovazione, senza confondere il contenuto con il contenitore. L’uso delle tecnologie deve essere al servizio della didattica, dire che la didattica deve essere sviluppata tenendo conto delle nuove tecnologie non significa dire che le tecnologie sostituiscono la didattica. Nel campo digitale si sono diffuse idee pseudoscientifiche al fine di forzare l’acquisto di dispositivi tecnologici, in cui ogni scuola ha proceduto individualmente senza un progetto condiviso con poca attenzione al software libero ed alla media-education.

Le nostre proposte:

  • Promuovere le LIM alle scuole primaria e secondaria inferiore (cioè elementare e media);
  • Finanziare corsi di formazione agli insegnanti delle scuole primaria e secondaria inferiore in collaborazione con l’USR (Ufficio Scolastico Regionale, che è già operativo in tal senso con un buon progetto formativo);
  • Finanziare insegnanti nel ruolo di coordinatore per lo sviluppo delle tecnologie digitali (una funzione strumentale per ogni istituto comprensivo) con l’obbligo di confronto in un unico gruppo di lavoro (anche in rete), al fine di promuovere l’interoperabilità delle strumentazioni, l’uso del software libero, l’uso della didattica BYOD (Bring Your Own Device, cioè didattica che prevede l’uso dei dispositivi personali dei ragazzi), di condividere le pratiche migliori e discutere i problemi emergenti;
  • Finanziare corsi di media education destinati a tutta la popolazione scolastica (proteggere dati e privacy, proteggersi dal cyberbullismo, verificare le fonti di ciò che si trova, trovare informazioni e notizie, saper citare le fonti, saper distinguere un contenuto attendibile, riconoscere le bufale, non farsi prendere o diffondere il panico, saper guardare un film, saper riconoscere i messaggi nascosti…);
  • Frenare la diffusione irragionevole di Tablet in fasce di età il cui impatto è molto discutibile (per esempio nella scuola primaria).

Educazione alimentare, alla salute, alla mobilità

L’alimentazione è fondamentale, soprattutto nel periodo dello sviluppo. Come alimentarsi in modo corretto si apprende sin dall’infanzia e nella maggior parte dei casi sarà seguita per il susseguirsi della sua vita. Nelle scuole, si mangia male, i pasti arrivano da cucine lontane; le porzioni arrivano tutte impacchettate con dispendio enorme di rifiuti.

La scuola deve essere il motore del cambiamento nella società, nell’economia e nella cultura. Essa ha la funzione di educare le nuove generazioni, le quali in futuro entreranno in società, e dipende dalle scelte che facciamo per la scuola, il tipo di società vogliamo che ci sia. Perciò deve sperimentare per prima ciò che intendiamo fare nella città.

Però non possiamo fare carico alla scuola di tutto ciò che non si riesce a far funzionare nella società, perciò bisogna avere cura di utilizzare al massimo la fascia pomeridiana e limitare le attività in orario scolastico, già molto sovraccariche.

Le nostre proposte:

  • Riattivare le cucine nelle scuole. Alla scadenza dei contratti di appalto delle mense scolastiche, affidare tali servizi a ristoratori o agriturismi locali o associazioni no-profit, che garantiscano ingredienti biologici, o a Km Zero e cucinati a scuola. Sarebbe il massimo poter organizzare dei turni settimanali con gestori a rotazione, sia per favorire la varietà, sia per far partecipare più soggetti possibili all’operazione;
  • Fino a che non è rimossa la presenza di fibre di amianto nell’acqua potabile le scuole devono essere rifornite con boccioni di acqua pura, in modo da eliminare la necessità di ricorrere alle bottigliette di plastica (altrettanto o forse maggiormente nocive dell’amianto);
  • Aumentare gli alimenti sani nelle macchinette e nei bar delle scuole;
  • Richiedere ad AIMAG mettere nelle scuole un compattatore e di promuovere la raccolta differenziata, affrontando la questione con le stesse modalità con cui si è curata l’introduzione della raccolta porta a porta; differenziazione nelle scuole, dopo scuole, circoli ricreativi e luoghi di aggregazione, gli introiti ricevuti serviranno per modernizzare le strutture;
  • Promuovere educazione ambientale ed alla mobilità sostenibile (diminuendo l’impegno delle ore di lezione ed aumentando le attività pomeridiane al di fuori dell’orario scolastico);
  • Promuovere l’avviamento a tutti gli sport (non solo calcio e pallavolo) in collaborazione con le società sportive interessate (diminuendo l’impegno delle ore di lezione e aumentando le attività pomeridiana al di fuori dell’orario scolastico).

Dove troviamo il denaro necessario per tutto ciò?

I soldi mancano per tutto e tutto quanto proposto costa.

Però, il principio fondamentale che dobbiamo ricordare e sostenere è che la scuola deve essere il motore del cambiamento nella società, nell’economia e nella cultura. Perciò deve sperimentare per prima ciò che intendiamo fare nella città.

Le nostre proposte:

  • In ogni scuola si richiede espressamente ai genitori di provvedere alla manutenzione ordinaria (in cambio delle offerte didattiche sopra esposte). Lo sfalcio dell’erba, la sostituzione delle lampadine, la riparazione di infissi…. al Comune costano una follia e vengono svolte con tempi biblici. Alcune di queste operazioni (tinteggiatura, cura del giardino…) sono anche educative e piacevoli da fare con i ragazzi;
  • Ai comitati genitori si richiede di provvedere anche a compiti esterni alla scuola, sia per risparmiare costi del comune, sia a scopo educativo verso i ragazzi e verso la cittadinanza (per esempio pulizia e sfalcio di un parchetto, gestione di feste di quartiere o in strutture per anziani…);
  • Incoraggiare ed assistere insegnanti (in collaborazione con i genitori) ad organizzare le uscite scolastiche con mezzi pubblici (autobus di linea) o in bicicletta (obiettivi: risparmio, educazione dei ragazzi, stimolo ai cittadini);
  • Incoraggiare le sponsorizzazioni, nell’ambito dei principi sopra esposti, in cambio di permessi o sgravi fiscali o altri accordi;
  • Richiedere ai genitori di collaborare per aprire le scuole ad altre attività, una volta terminato l’orario di lezione (sale libere per riunioni, corsi e conferenze…);
  • Utilizzo del crowfounding da parte delle scuole per promuovere piccole start up scolaresche, a grandi aziende, per autofinanziamento. Insomma una colletta sul web su piattaforme che aderiscono a questo tipo donazioni 2.0, dando l’opportunità di sfruttare le idee scolastiche, da parte di grossi investitori e finanziatori.
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