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Lavoro – Economia

lavoroIl programma proposto nasce dall’ascolto delle realtà produttive delle Piccole e Medie Imprese e dei commercianti del nostro territorio, oltre alla constatazione che i lavoratori hanno la necessità di vedere il proprio salario rivalutato rispetto ai prezzi attuali di mercato, ci poniamo l’obiettivo vitale di un rilancio concreto del tessuto Produttivo/Commerciale Carpigiano.

Nella consapevolezza che molto dipende dalle politiche a livello nazionale, intendiamo organizzare il Comune in modo che valorizzi al massimo le proprie risorse, sia un facilitatore di tutte le iniziative dei cittadini improntate a fornire un servizio alla comunità e metta al centro il merito e la capacità puntando sulla trasparenza nelle scelte.

Sarà una delle prerogative seguire e gestire la futura transizione del mondo del lavoro dato dalla sempre minore disponibilità di impiego remunerato con denaro.

Questo seguendo le teorie sulla decrescita felice delle città in transizione.

Ci impegniamo a non lasciare sole le aziende che dovranno adeguare gli stabilimenti al 60% della normativa antisismica (questione mappe di scuotimento).

Questi obbiettivi saranno raggiunti anche attraverso le idee proposte dal Movimento per la Decrescita Felice e delle Città in Transizione.

Burocrazia amica

Obiettivo è il sostegno attivo alle aziende e al mercato del lavoro, tramite il potenziamento dell’ufficio delle attività produttive comunale affinché sia luogo di scambio di idee ed informazioni. Vogliamo puntare ad una estesa “sburocratizzazione” a livello locale: meno documenti, meno carta, minori tempi di risposta.

Creazione di una task-force comunale, valorizzando i tanti giovani che hanno fatto master in tutto il mondo, in grado di fornire consulenza gratuita di fattibilità di nuove attività, iter da percorrere per la internazionalizzazione, sostegno e assunzione in prima persona nella stesura e partecipazione ai bandi di Finanziamento Europei 2014-2020 da inoltrare alla Regione la quale è la preposta dalla Commissione Europea per l’elargizione dei fondi.

Alla luce di questo intendiamo promuovere dei gruppi di lavoro per sostituire tutte quelle “consulenze” che non attingono dalle risorse locali, aggregando laureandi, laureati in cerca di occupazione, lavoratori in mobilità, crediamo che tutte le competenze di cui ha bisogno la nostra città si trovano già sul nostro territorio. Intendiamo inoltre richiedere alle sedi universitarie ubicate vicino a Carpi di spostare alcuni corsi di studio presso la nostra città, appunto per ribadire il legame scuola lavoro.

Viticoltura, tessile, biomedicale ed informatica, sono attività predominanti sul nostro territorio ed è giusto che da qui nascano i corsi di studio per tali materie.

Sperimentazione di nuove modalità di lavoro

Promuovere con decisione l’occupazione, recuperando vecchie strutture ultimamente depotenziate e, allo stesso tempo, aprendo la porta alle idee più recenti. Intendiamo ripristinare un forte collegamento tra la Scuola/Università e il mondo del lavoro mediante finanziamenti mirati a una più stabile collocazione dei giovani che desiderano iniziare rapidamente un mestiere.

Pensiamo che alcuni spazi pubblici vadano destinati a esperienze di co-working, in modo da abbattere i costi fissi per i neo-imprenditori che non necessitino di specifiche strutture produttive. Vogliamo sperimentare le forme di scambio/baratto di competenze, dando loro spazio e risonanza, per incentivare meccanismi di crescita professionale e sostegno concreto fra le persone anche in condizioni di scarsa disponibilità di denaro.

L’amministrazione deve riprendersi una parte del controllo del mercato del lavoro. Intendiamo soprattutto combattere gli pseudo contratti di appalto, nei quali i lavoratori i risultano privi di ogni garanzia e tutela sociale; far emergere tutte le situazioni di irregolarità dei laboratori del tessile abbigliamento promuovendo bilanci etici sociali da parte delle aziende e riconoscendo agevolazioni fiscali per chi li adotta (ad es. esenzione TASI ed IMU sugli immobili strumentali di tali aziende).

Rilancio del Centro Storico

Riportare locali di ristorazione ed intrattenimento nel centro storico, promuovendo sgravi fiscali ai proprietari di immobili che ristrutturino aree dismesse (es. esenzione IMU decennale) nonché agevolazioni ai gestori di locali che si trasferiscono o già sono ubicati nel centro storico.

Apertura di temporary-store nel settore dell’abbigliamento ma non solo, da parte di aziende carpigiane che vogliano cimentarsi nel commercio oltre gli spacci aziendali per brevi periodi con costi contenuti attraverso l’utilizzo di spazi comunali posti nel centro di Carpi, creando la consuetudine a visitare quei luoghi specifici sapendo di trovare sempre qualcosa di nuovo ed interessante.

Aumento della fidelizzazione dei consumatori verso i prodotti (non solo alimentari) a km 0. È impensabile che a Carpi vengano venduti capi di abbigliamento in prevalenza provenienti da fuori.

Agricoltura

Riportare al centro delle scelte politiche l’Agricoltura, elaborare proposte concrete e piani di sviluppo per aumentare le risorse che potranno essere date con il PAC, controllare con le associazioni chi sono i reali “agricoltori attivi” lavorando sul meccanismo degli “aiuti accoppiati” ossia in funzione di ciò che viene coltivato, premiando la qualità rispetto alla quantità.

Moneta complementare

Le monete complementari nascono per riportare l’attenzione delle persone sulle risorse, sul lavoro e sulla produzione, disincentivando il commercio esterno al comune. Le imprese locali potranno acquistare e vendere beni e servizi senza esborso di denaro, ma attraverso un sistema di crediti e debiti commerciali (a tasso zero) in moneta complementare, potrà esistere la carta di credito carpigiana in cui l’unità di misura diventa l’ora/lavoro ed i beni e servizi si comprano con ore/lavoro.

 

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